Storia della Cremazione in Italia
Dalle origini ottocentesche alle moderne pratiche laiche, un lungo percorso tra scienza, cultura e libertà individuale.
1822 – Prima cremazione moderna
Il poeta Percy Bysshe Shelley viene cremato su una pira sulla spiaggia di Viareggio. Fu il primo caso documentato nell’era moderna in Italia.
1867–1875 – Prime teorie e sperimentazioni
Personaggi come Moleschott, Coletti, Du Jarden e Morelli promuovono la cremazione per motivi igienici, sanitari ed etici. Esperimenti di combustione con gas, liquidi e forni a riverbero.
1876 – Primo tempio crematorio
Inaugurato a Milano grazie al lascito di Alberto Keller e ai lavori di Polli e Clericetti. Nasce anche la Società Milanese di Cremazione.
1880–1914 – Crescita e congressi
Sorgono oltre 30 So.Crem. in tutta Italia. Congressi nazionali e internazionali consolidano la rete e promuovono la diffusione della cremazione.
1886 – Opposizione della Chiesa
Il Sant’Uffizio vieta le esequie a chi sceglie la cremazione, ostacolando la diffusione del rito soprattutto nel sud Italia.
1888 – Legge Crispi
Prima legge sanitaria a regolare la cremazione con obbligo dei comuni di cedere spazi per crematori nei cimiteri.
1920–1940 – Repressione fascista
Il legame tra fascismo e Chiesa rallenta lo sviluppo delle So.Crem., molte vengono chiuse.
1963 – Apertura della Chiesa
La Chiesa Cattolica rimuove il divieto canonico sulla cremazione. Viene diffusa una circolare ai vescovi per ufficializzarne l’adozione.
Oggi
Più di 160.000 italiani sono iscritti alle oltre 40 So.Crem. affiliate alla Federazione Italiana per la Cremazione. Il numero di cremazioni continua a crescere anno dopo anno.